08 ago 2010

Cyberterrorismo, attacchi informatici e prevenzione: l'inchiesta di AVVENIRE e l'intervista a Roberto Flor

Cyberterrorism: the report of the Italian national committee for the security of State and the interview with Roberto Flor (from Avvenire Newspaper)

Il giornale AVVENIRE ha pubblicato, domenica 8 agosto, l'inchiesta "Terrorismo sul web: la difesa è debole", a firma di Nello Scavo.



L'articolo, che giunge dopo il rapporto del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica sulle possibili implicazioni e minacce per la sicurezza nazionale derivanti dall’utilizzo dello spazio cibernetico (click here), contiene anche l'intervista a Roberto Flor, citato in tale rapporto.
Le questioni che sono state oggetto di approfondimento riguardano il grado di prevenzione rispetto al cyberterrorismo ed alle principali minacce che possono provenire dal web, considerando le iniziative europee e le soluzioni adottate da alcuni Stati (è stato riportato l'esempio della Germania, dove la Corte Costituzionale recentemente ha dichiarato incostituzionali alcune norme introdotte per rafforzare la lotta al terrorismo).
I riferimenti alla “sicurezza dello Stato” ed alla sicurezza “dei cittadini” sono legati alla “sicurezza” dei dati e dei sistemi informatici, quale interesse complesso meritevole di tutela e costituito anche dall'integrità e confidenzialità delle informazioni.
In ogni caso assumono rilevanza i dati e le informazioni attinenti alla sfera riservata e personale, ma anche a quella economica, sociale, istituzionale e politica. La tecnologia ormai è presente
in ogni settore della vita umana, è in continua evoluzione e consente lo sviluppo di nuovi strumenti o metodologie di attacco, oltre che la facile reperibilità di risorse. Fra le principali minacce, considerando che la rete globale offre molteplici possibilità di delocalizzazione degli attacchi e di anonimato, possono essere inclusi il furto ed il danneggiamento di dati e di informazioni ed il pericolo per l'integrità dei sistemi informatici e per il loro corretto funzionamento (si pensi sia ad atti di sabotaggio e di danneggiamento anche ad impianti o
strutture di pubblica utilità o relativi ai trasporti, che ad attività preparatorie per attuare attentati terroristici, come il reperimento di informazioni sui luoghi, sulle persone, sui programmi di protezione e di viaggio, oppure per reclutare adepti ed addestrarli, per trovare finanziamenti, per disseminare le proprie opinioni contro un popolo o una cultura – razzismo e xenofobia ecc.). Inoltre, le nuove tecnologie e la rete facilitano la rapidità delle comunicazioni e la loro protezione, rendendole di difficile intercettazione.
Rispondendo alla domanda "come armonizzare sicurezza collettiva e libertà individuale", è stato infine evidenziato che sarebbe inimmaginabile pensare di prevenire o contrastare forme di criminalità che sfruttano le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie senza ricorre a nuovi strumenti o a nuove metodologie investigative. In alcuni casi, come nella lotta al terrorismo, alcune attività di carattere preventivo sono indispensabili per l'efficace tutela degli interessi da proteggere (che coinvolgono, oltre alla sicurezza dello Stato, anche la vita e l'incolumità dei cittadini).
La disciplina di tali attività, però, deve avvenire in modo da assicurare la tutela del nucleo essenziale dei diritti fondamentali, prevedendo stringenti presupposti per la loro compromissione ed assicurando un controllo preventivo e successivo da parte di organismi indipendenti, oltre che l'istituzione, se necessaria, di altri organismi altamente specializzati di controllo e di coordinamento.
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