19 ott 2009

Open access e Open source: il Software incontra il Diritto


“OPEN ACCESS e OPEN SOURCE”

Il Software incontra il Diritto



L'Università degli Studi di Verona è in sintonia con l’ormai diffuso movimento “Open Access” che promuove da alcuni anni la diffusione libera dei risultati della ricerca scientifica mediante l’accesso aperto alle produzioni intellettuali di ricerca in ambiente digitale.


L 'Ateneo appoggia anche l'utilizzo di programmi "Open Source" ed attraverso il progetto “Open Archive” intende rimuovere ogni tipo di barriera economica, legale e tecnica all’accesso all’informazione di modo da garantire il progresso scientifico e tecnologico a favore di una crescita sociale, culturale ed economica collettiva. In tale contesto, presso l’Aula Verde (Piramide) della Facoltà di Scienze MM.FF.NN., (Ca’ Vignal 2, Strada Le Grazie, 15 – Borgo Roma) l'Area Ricerca di Ateneo organizza martedì 20 Ottobre 2009 dalle 11:00 alle 15:00 un convegno. Di seguito il programma:


11.00 - Saluto e cenni introduttivi

Prof. Alessandro Mazzucco - Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Verona

Prof. Giampaolo Dalle Vedove - Università di Verona
Delegato del Rettore per la valorizzazione della proprietà intellettuale



11.10 - Università e accesso aperto al software: incentivi e regole

Prof. Roberto Caso - Università di Trento
Docente di Diritto privato comparato



11.40 - L'accesso al sorgente: open source e dual licensing

Prof. Massimiliano Granieri - Università di Foggia
Docente di Diritto privato comparato



12.10 - E se il collega mi ruba l'idea? La proprietà (intellettuale) è un furto

Prof. Davide Rocchesso - Università IUAV di Venezia
Docente di Informatica e Tecnologie Digitali



12.40 - I limiti della tutela penale e gli spazi di libero utilizzo

Prof. Lorenzo Picotti - Università di Verona
Docente di Diritto penale dell'Informatica



13.00 - Lunch



14.00 - Tavola rotonda moderata dal Prof. Giampaolo Dalle Vedove a cui parteciperanno i relatori



15.00 - Chiusura dei lavori

Il progetto si offre di sviluppare all’interno dell’Università degli Studi di Verona un “Open Archive” istituzionale, in sintonia con l’ormai diffuso movimento “Open Access”.

Open Archive è:

una collezione di oggetti digitali a supporto della ricerca e della didattica, costituita tramite deposito e autorizzazione da parte dell’autore del contenuto;
di carattere istituzionale in quanto i contenuti sono prodotti nell’ambito dell’attività istituzionale, creati dalla comunità di riferimento e l’autore è parte dell’istituzione;
ad accesso aperto poiché consente l’interoperabilità, ossia la raccolta dei metadati associati ai documenti da parte di motori detti service provider che li indicizzano per una ricerca integrata con altri archivi aperti, aumentandone l’esposizione in rete; inoltre i contenuti sono, almeno prevalentemente, a testo pieno ed accessibili anche dall’esterno.


Perché sviluppare una strategia Open Access?

  • Per diffondere con sempre maggiore efficacia i risultati della ricerca scientifica mediante l’accesso aperto alle produzioni intellettuali di ricerca in ambiente digitale;
  • Per rimuovere ogni tipo di barriera economica, legale e tecnica all’accesso all’informazione di modo da garantire il progresso scientifico e tecnologico a favore di una crescita sociale, culturale ed economica collettiva;
  • Per la velocità di diffusione. Più veloci sono le scoperte, maggiore è il vantaggio per tutti. L’Open Access dissemina le produzioni intellettuali, massimizzando l’impatto dei lavori di ricerca, in virtù del fatto che un articolo può essere letto da chiunque e di conseguenza metabolizzato, citato e usato per produrre nuova conoscenza.

Esistoni rischi di plagio?

  • Non bisogna temere il plagio perchè la diffusione sulla rete lo rende molto più smascherabile. Un testo esistente solo in formato cartaceo, spesso di difficile accesso, può essere plagiato molto più facilmente di un documento presente sul web e visibile a tutti;
  • Bisogna tener sempre presente che il diritto d’autore esiste ed è tutelato, indipendentemente dall’editore che si occupa della pubblicazione;
  • Esistono licenze chiamate Creative Commons (http://www.creativecommons.org), fondate su quattro clausole di base (attribuzione, non commerciale, non opere derivate, condivisione allo stesso modo) che garantiscono protezione grazie alle tutele offerte dal diritto d’autore, consentendo contemporaneamente una maggior diffusione dei lavori.

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