24 ago 2009

Furto di identità e responsabilità dell'ente creditizio: importante decisione della Corte di Cassazione sulla responsabilità della banca

Rientra nei "controlli minimi" richiesti all'istituto di credito la verifica della corrispondenza fra documento di identità e soggetto titolare

La Corte di Cassazione, III sez. civile, con la sentenza n. 3350 dell'11 febbraio 2009, interviene su un caso di furto di identità, che è stato realizzato attraverso l'esibizione presso un ente creditizio, da parte di un soggetto, di un documento altrui illegittimamente sottratto. Il legittimo titolare è stato successivamente accusato per l'emissione di assegni a vuoto riferibili a tre conti correnti aperti a suo nome da un altro soggetto in altre banche.

I giudici di legittimità hanno precisato, in particolare, che

1) il controllo del documento di identità e della corrispondenza fra la fotografia ed il legittimo titolare deve essere considerato rientrante negli obblighi di controlli minimi per l'identificazione del cliente;

2) è a carico della banca e non del danneggiato l'onere di fornire la prova della scusabilità del suo errore (per la somiglianza fra le due persone o per altra causa).


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