27 gen 2009

Abusi identitari nei social networks: è ora di parlarne!

Cari lettori,
ho ricevuto (e non credo di essere stato il solo) numerose segnalazioni da parte di moltissime persone (conosciute e meno) in merito ad abusi identitari nel social network più famoso al mondo: Facebook.
La maggior parte di voi mi ha segnalato casi in cui sono stati creati degli account a nome di altri, successivamente utilizzati per intrattenere conversazioni, scambi di materiale e di informazioni inducendo gli interlocutori in errore, facendo loro credere di avere rapporti con una persona da loro conosciuta.
Simili comportamenti possono essere realizzati certamente anche con intenti "gogliardici", ma non sono esenti da rimprovero. Anzi, si tratta di attività aventi rilevanza penale, potendo integrare, a seconda dei casi, diversi reati (fra cui "sostituzione di persona" e "truffa", se si configurano gli elementi costitutivi delle rispettive fattispecie).
Vi invito a leggere per maggiori approfondimenti, anche se riferito al c.d. "Identity-related fraud", il mio contributo "Frodi identitarie e diritto penale".
L' identity abuse e l' identity theft, infatti, costituiscono fenomeni diffusi a "diversi livelli", nonchè attività prodromiche alla realizzazione di ulteriori illeciti, principalmente connotati dal perseguimento, da parte del reo, di un ingiusto profitto.


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