19 set 2008

Possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi: la tutela del documento valido per l’espatrio e la lotta al terrorismo internazionale

News editoriali

E' stato pubblicato sulla rivista Giurisprudenza di merito un mio contributo sul nuovo art. 497 bis c.p., in commento alla sentenza del Trib. di Crema 20 aprile 2007, n. 231.

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FLOR R.
, Possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi: la tutela del documento valido per l’espatrio e la lotta al terrorismo internazionale, in Giur. merito, 9/2008, 2312 e ss.

Riporto di seguito una parte delle considerazioni conclusive a cui sono giunto.

La sentenza del Tribunale di Crema è degna di nota in quanto costituisce una delle prime pronunce sul “possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi”.
Come ha evidenziato il giudice di merito, la ratio della disposizione prevista dall’art. 497 bis c.p., collocata fra i delitti contro la fede pubblica, nel capo IV riguardante le falsità personali, va individuata nella necessità di garantire gli accertamenti sull’identità della persona condotti mediante verifiche su quei documenti che, in quanto (apparentemente) validi per l’espatrio, consentono la più ampia circolazione internazionale.
Il rapporto fra l’art. 497 bis c.p. e gli artt. 477 – 482 c.p. deve però essere analizzato considerando due piani diversi.
Riguardo al rapporto di specialità ex art. 15 c.p., in relazione alle condotte di “alterazione” e di “contraffazione” previste dall’art. 477 c.p. e quelle di “possesso” di cui ai co. 1 e 2 dell’ art. 497 bis c.p., è evidente che queste ultime due disposizioni ampliano l’area della punibilità.
Con riferimento, invece, al rapporto fra le condotte di “fabbricazione” e “formazione del documento falso” di cui al co. 2 dell’art. 497 bis c.p. e quanto previsto dagli artt. 477 – 482 c.p. l’elemento specializzante dell’oggetto materiale rende la prima disposizione speciale rispetto alla falsità materiale in certificati o autorizzazioni amministrative.
Sul piano, invece, del rapporto di assorbimento/consunzione la motivazione è condivisibile nella parte in cui approfondisce lo schema della progressione criminosa, qualificando la contraffazione e l’alterazione del documento come antefatti non punibili perchè assorbiti dalla condotta di possesso del documento falso valido per l’espatrio.
Il giudice non ha, invece, considerato il rapporto fra l’art. 497 bis c.p. e l’art. 489 c.p. In tal caso l’uso dell’atto falso può integrare un post fatto non punibile ed il disvalore della condotta essere certamente “assorbito” dal possesso del documento falso valido per l’espatrio, che prevede sanzioni maggiormente severe. Ciò non significa che l’art. 489 c.p. abbia perso la sua utilità. Anzi, trova certamente applicazione nel caso di utilizzo di documenti o atti diversi da quelli previsti dall’art. 497 bis c.p.

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