2 mag 2008

Tutela della privacy e dichiarazione dei redditi

Nella riunione del 30 aprile 2008 il Garante privacy ha svolto una prima valutazione sulla diffusione in Internet dei dati delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti a cura dell'Agenzia delle entrate. L'Autorità, anche richiamando le sue diverse pronunce in materia, rileva che per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia.
Il Garante ha quindi deciso (clicca per leggere la decisione) di chiedere formalmente e con urgenza ulteriori delucidazioni all'Agenzia e l'ha invitata a sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet.
L'Autorità ha invitato, altresì, i mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi resi disponibili in Internet dall'Agenzia con le predette modalità (fonte: Garante Privacy, 30 aprile 2008).
Vi è da rilevare da una parte, come è desumibile dai numerosi pronunciamenti del Garante Privacy in materia di trasparenza, che non vi è incompatibilità tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico o della collettività (si veda, in particolare, Provv. del 2 luglio 2003).
Dall'altra parte, il legislatore ha demandato all'Amministrazione finanziaria esclusivamente il compito di formare annualmente gli elenchi dei contribuenti e che il regime di pubblicità è invece direttamente prescritto per legge (art. 69, comma 6, D.P.R. n. 600/73).
Il Garante ha quindi chiesto ulteriori informazioni ed ha disposto la sospensione dell'attività di trasparenza attuata dall'Agenzia dell'Entrate.
Il problema che si pone riguarda il rapporto fra le citate disposizioni e quanto previsto dal Codice Privacy (D.lgs n. 196/2003) nonchè il bilanciamento fra l'interesse alla trasparenza e quello di riservatezza dei dati "economici" e comunque di natura c.d. "comuni" dei contribuenti.
Vedremo quale sarà la decisione del Garante una volta ricevuti i chiarimenti necessari da parte dell'Agenzia dell'Entrate.
E' possibile comunque premettere, de jure condito, quanto segue:
1) l'Agenzia delle Entrate può rendere pubblici tali dati solo vi è una disposizione normativa di legge o di regolamento che lo consente e se tale attività rientra nei propri fini istituzionali (art. 19, co. 3 Codice Privacy);
2) Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le attività dei soggetti pubblici dirette all'applicazione, anche tramite i loro concessionari, delle disposizioni in materia di tributi, in relazione ai contribuenti, ai sostituti e ai responsabili di imposta, nonché in materia di deduzioni e detrazioni e per l'applicazione delle disposizioni la cui esecuzione è affidata alle dogane. Si considerano inoltre di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le attività dirette, in materia di imposte, alla prevenzione e repressione delle violazioni degli obblighi e alla adozione dei provvedimenti previsti da leggi, regolamenti o dalla normativa comunitaria, nonché al controllo e alla esecuzione forzata dell'esatto adempimento di tali obblighi, alla effettuazione dei rimborsi, alla destinazione di quote d'imposta, e quelle dirette alla gestione ed alienazione di immobili statali, all'inventario e alla qualificazione degli immobili e alla conservazione dei registri immobiliari (vedi art. 66 Codice Privacy);
3) I dati personali oggetto di trattamento sono:
a) trattati in modo lecito e secondo correttezza;
b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini compatibili con tali scopi;
c) esatti e, se necessario, aggiornati;
d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati;
e) conservati in una forma che consenta l'identificazione dell'interessato per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati (vedi art. 11 Codice Privacy).
In base alla decisione del Garante il singolo interessato potrà valutare l'aodzione di rimedi di diversa natura (civile ed amministrativa in primis).




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