09 mag 2008

L'accesso del datore di lavoro alla casella di posta elettronica del dipendente: è violazione di corrispondenza?

Corte di Cassazione, Sez. V Pen., Sentenza 11 dicembre 2007, n. 47096 (clicca per leggere la sentenza)

La Corte di Cassazione ha sostenuto che se la password per l'accesso alla casella di posta elettronica del dipendente è legittimamente a disposizione del datore di lavoro, la corrispondenza non può considerarsi "chiusa".
Pertanto, se esiste una informativa adeguata (rectius che sia presente ed idonea) al dipendente, il datore di lavoro puo' accedervi e non incorre nella violazione prevista dall' art. 616 c.p.

In verità, tale orientamento era già stato sostenuto dalla giurisprudenza di merito dal 2002, quando nell'ormai nota sentenza del G.I.P. di Milano si era ritenuto che avessero un "valore legittimante" anche le consuetudini aziendali.

La sentenza della Cassazione, però, sembra restringere le informazioni rilevanti a quelle riconducibili ad una "adeguata informativa" al dipendente.
Sul piano pratico, ciò potrebbe tradursi nella predisposizione di un regolamento aziendale ad hoc, possibilmente conforme a quanto previsto dalle linee guida del Garante Privacy sull'uso della posta elettronica in ambito lavorativo.

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