07 mag 2008

Diffusione tramite Internet dei redditi dei contribuenti: è un trattamento illecito di dati?

Riguardo alla diffusione dei dati relativi ai redditi dei contribuenti da parte dell'Agenzia dell'Entrate attarverso Internet il Garante Privacy ha ipotizzato dei profili di responsabilità.
Nulla questio con riferimento all'ipotesi di responsabilità civile ed amministrativa (quest'ultima, in particolare, per omessa o quantomeno inidonea informativa, secondo il combinato disposto di cui agli artt. 13 e 161 Codice Privacy). Qualche dubbio sorge, invece, per il trattamento illecito di dati previsto dall'art. 167 Codice Privacy.
Quest'ultima norma prevede: "salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell'articolo 129, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.
2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 17, 20, 21, 22, commi 8 e 11, 25, 26, 27 e 45, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni."
I dubbi oltre a riguardare la violazione delle norme espressamente richiamate (comunque da verificare), coinvolgono la configurazione degli altri elementi costitutivi della fattispecie, in particolare del dolo specifico nonchè dell'evento "nocumento".
Si consideri che i dati messi a disposizione non costituiscono dati sensibili.
Una riflessione sul provvedimento del Garante appare pertanto obbligata!
Vedremo all'apertura del prossimo "atto" cosa accadrà...

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