24 apr 2008

La rilevanza penale dell´immissione abusiva in un sistema di reti telematiche di un’ opera dell´ingegno protetta

Proprietà Intellettuale e tutela penale
La rilevanza penale dell'immissione abusiva in un sistema di reti telematiche di un'opera dell'ingegno protetta
La domanda che assilla migliaia di persone: utilizzare il P2P e scaricare opere dell'ingegno (film, musica, software...) da Internet è reato?
Il sistema di tutela penale del diritto d´autore è stato connotato, in questi ultimi anni, da numerosi interventi legislativi abrogativi, integrativi o modificatori delle disposizioni previste dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, il cui risultato ha portato ad una stratificazione di norme per origine, ratio e fini di matrice molto diversa, che frequentemente riguardano i profili penali.
In particolare, le previsioni di cui agli artt. 171, comma 1, lett. a) bis, e 171-ter, comma 2, lett. a) bis, l.d.a. sono frutto di recenti novelle.Per quanto concerne la prima norma, essa è stata introdotta dall´art. 3, comma 3 - ter della legge 31 marzo 2005, n. 43 (di conversione, con modifiche, del D. L. 31 gennaio 2005, n. 7), che ha previsto l´applicazione della multa, salvo quanto previsto dagli artt. 171 - bis e 171 - ter l.d.a., a chiunque “mette a disposizione del pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta, o parte di essa".

La lett. a) - bis del comma 2 dell'art. 171 - ter l.d.a è stata, invece, introdotta dall´art. 1, comma 3, della legge 21 maggio 2004, n. 128, di conversione con modificazioni del D. L. 22 marzo 2004, n. 72, ed è stata, successivamente, modificata dall’ art. 3, comma 3 - quater, della citata legge 31 marzo 2005, n. 43. L´attuale previsione incriminatrice prevede l’applicazione della pena cumulativa della reclusione (da 1 a 4 anni) e della multa per chiunque “in violazione dell´art. 16, a fini di lucro, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un ´opera dell´ingegno protetta dal diritto d´autore o parte di essa”
Da una prima analisi del tenore letterale delle fattispecie è evidente che
la mera “facilitazione” della “diffusione” non può equivalere a quella dell’ “immissione”.
Pertanto, almeno con riferimento alle opere protette dalla legge sul diritto d’autore ed all’art. 171 l.d.a., l’ agevolazione, anche attraverso un sistema di guida
on line, a scaricare opere in un sistema basato sul server client model può “accedere” solo alla condotta di “comunicazione” – latu sensu intesa - e non certo a quella di “immissione” dell’opera in un sistema di reti telematiche, da intendersi di natura istantanea.
Nell’ipotesi in cui, invece, si ritengano forniti consapevolmente tali servizi agli utenti che, tramite i sistemi
peer to peer, procedono ad un upload di una parte di dati per poter fruire dell’opera, oggetto di sharing,immettendola” in tal modo in rete, è certamente possibile prospettare a carico degli indagati una responsabilità a titolo di concorso ai sensi dell’art. 110 c.p. In altri termini, essi avrebbero in questa ipotesi fornito un contributo materiale nella preparazione, se non nella stessa esecuzione, dell’illecito, poichè proprio attraverso l’uso di tale software risulterebbe “immessa” di fatto, in tutto o in parte, l’opera on line, perlomeno nei limiti in cui gli utenti stessi non usufruiscono del server per il download, ma si scambiano reciprocamente i flussi di dati.
Se, poi, ciascun utente mettesse a disposizione del pubblico un’opera protetta, immettendola in rete all’insaputa degli altri, potrebbero ontologicamente configurarsi autonomi reati. Anche se è innegabile che la filosofia del peer to peer e la struttura tecnica dei software richiedono di per sè la presenza necessaria di più utenti, per condividere il flusso di dati indispensabile alla fruizione comune dell’opera da parte di tutti.

Per maggiori approfondimenti si veda FLOR R., La rilevanza penale dell´immissione abusiva in un sistema di reti telematiche di un’ opera dell´ingegno protetta: bene iudicat qui bene distinguit?, in Dir. inf., 2007, fasc. 3.

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